Giustizia

Giustizia/1. Retroattività non si fa.

Giustizia/2. Abbiamo sottolineato con il pennarello un pezzetto del discorso di Letta per la fiducia. Lo trascriviamo. “…sulla giustizia il nostro lavoro potrà basarsi sulle importanti indicazioni contenute nella relazione conclusiva del gruppo di lavoro nominato dal presidente Napolitano il 30 marzo 2013. In questo quadro di opportune e urgenti riforme si collocano sia l’adempimento degli obblighi europei (a cominciare dal rispetto delle decisioni della Corte di giustizia dell’Unione europea), sia la necessità di ulteriori misure per affrontare la questione carceraria, oggetto di un annunciato messaggio del Capo dello Stato alle Camere e di un suo appassionato discorso nell’ultima visita al carcere napoletano di Poggioreale”. È una parola chiave un po’ lunga ma quando ci vuole, ci vuole. 

Giustizia/3. In quel discorso Napolitano accenna anche alla amnistia. Aveva paura a pronunciarla? Forse sì. L’avrebbero impiccata i suoi compagni… 

Giustizia/4. Tra le sentenze della Corte di Giustizia Europea che hanno determinato l’apertura di un processo di infrazione contro l’Italia c’è la “responsabilità civile dei magistrati”. Anche queste quattro parolette Letta non le ha pronunciate. Prudenza. O dimenticanza? 

Giustizia/5.  Guardi che però a certe toghe non sfuggono lo stesso le parole di Letta, ancorché poco esplicite. Avete in mente che cosa è capitato al “gruppo di lavoro” dei saggi citato (vedi sopra) come ispiratore della riforma della giustizia? Una denuncia, un avvisone di garanzia in cui manca solo l’omicidio e per il resto non manca niente. Che combinazione, vero?

Inoltra "Il Mattinale" ai tuoi amici!

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